59.700 richieste in soli 23 giorni. Questa la fotografia, nient’affatto confortante, sulle domande presentate ad Irfis per accedere al bonus povertà, l’una tantum e a fondo perduto, disposto dal governo Schifani, per supportare le famiglie dell’Isola con reddito molto basso. Per far fronte a tutte le richieste la Regione dovrebbe stanziare il quintuplo rispetto ai 30 milioni previsti in bilancio, ovvero 156 milioni di euro.
In buona sostanza, al momento e sulla base di calcoli provvisori, con i fondi a disposizione, potrebbero essere soddisfatte solo 11 mila domande, ovvero il 18,5% del totale, con una media di 2.500 euro erogati a famiglia. Un quadro sconfortante, che rende l’idea del tasso di disagio economico sull’Isola, ancor più preoccupante se si considera che mancano ancora 27 giorni alla chiusura della procedura di presentazione delle domande e, quindi, con una proiezione al rialzo dei numeri, già di per sé significativi. Si potrebbe arrivare al doppio delle attuali domande.
Il reddito di povertà è una misura che prevede la possibilità di erogare fino a un massimo di 5 mila euro alle famiglie che hanno un reddito non superiore ai 5 mila euro certificati con Isee. Irfis stilerà una graduatoria in base al punteggio assegnato alla famiglia richiedente e il contributo economico sarà erogato per fasce: 5.000 euro oltre i 30 punti, 3.500 euro fino a 30 punti e 2.500 euro fino a 20 punti. Per quanto riguarda i criteri di reddito, il punteggio massimo, 10, sarà dato a chi ha un Isee tra 0 e 1.500 euro; fino 3.500 euro verranno assegnati 8 punti, mentre 6 punti a chi ha un Isee fino a 5.000 euro. Gli altri punti saranno assegnati in base alla situazione familiare: numero di componenti, figli minori, condizioni di disagio sociale e affitto. A parità di punteggio sarà preferito il nucleo familiare con più figli minori, poi quello con disagio sociale e in caso di ulteriore parità si procederà a sorteggio.
L’Irfis ha deciso di avviare una verifica approfondita delle domande presentate. Saranno incrociati i codici fiscali dei richiedenti per stanare casi di duplicazione della domanda per la stessa famiglia. In questo caso tutte le richieste per lo stesso nucleo saranno annullate. Ma si procederà anche al controllo del reale possesso dei requisiti. L’Irfis prevede che una quota fra il 10 e il 20% delle richieste pervenute possa essere dichiarata irricevibile. Ma i fondi non sarebbero comunque sufficienti. La Regione dice che non ci sarà un aumento dei fondi a disposizione né un bando bis, ma ha già messo in campo altre misure, come il bando approvato ieri in giunta per finanziare il cosiddetto credito al consumo.