sabato, Aprile 5, 2025

Il delitto di Sara Campanella: fermato il 27enne Stefano Argentino accusato di omicidio: “Riceveva attenzioni morbose da due anni” – VIDEO

sara campanella

Ci sarebbe un interesse non corrisposto dietro l’atroce delitto di Sara Campanella, 22enne originaria di Misilmeri, studentessa al terzo anno di Tecniche di Laboratorio biomedico al Policlinico di Messina.

E’ quanto emerge dalle indagini lampo condotte dai carabinieri di Messina e scattate ieri pomeriggio, immediatamente dopo che Sara è stata ferita a morte, mentre si trovava in viale Gazzi, nei pressi dello stadio Celeste. Nella notte è stato fermato Stefano Argentino, 27 anni di Noto, studente della stessa facoltà della vittima. L’ha colpita con diversi colpi di taglierino alle spalle di cui uno, mortale, sferrato al collo, che le ha reciso la giugulare. A lanciare l’allarme alcuni passanti. La ragazza è stata soccorsa dai sanitari del 118 e condotta proprio al PS del Policlinico, dove purtroppo è spirata tra le braccia dei futuri colleghi, che nulla hanno potuto per salvarle la vita. Un delitto commesso in pieno giorno, su cui i militari dell’arma, coordinati dal sostituto procuratore Alice Parialò, che fa parte del team della Procura che segue i casi di codice rosso, hanno chiuso velocemente il cerchio. Determinanti le immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona e le indicazioni dei colleghi della giovanissima vittima e dei testimoni, tra cui uno che avrebbe persino rincorso l’aggressore, cercando di fermarlo e fornendone poi un’accurata descrizione.

Il 27enne avrebbe avuto nei confronti di Sara attenzioni morbose, che a quanto pare non erano corrisposte, ma che non avrebbero fatto scattare nella ragazza timori tali da portarla ad una querela per stalking. Ma ieri Argentino avrebbe iniziato a tempestarla di messaggi. Poi l’avrebbe attesa fuori dal Policlinico, al termine delle lezioni. Una lite, le urla, le coltellate e la vita di Sara che si è spenta in pochissimi istanti.

Il 27enne, rintracciato nella notte a casa propria a Noto è stato ricondotto a Messina, nella caserma dei carabinieri della compagnia di Messina Sud e sottoposto a fermo di indiziato di delitto. Un quadro indiziario grave, al vaglio del GIP, su cui la Procura chiederà la misura cautelare del carcere con la provvisoria contestazione del reato di omicidio pluriaggravato. Un delitto, quello di Sara, che scuote l’intero Paese, l’ennesimo brutale femminicidio che si è consumato a 5 anni esatti dalla morte di un’altra giovane studentessa di medicina dell’Ateneo messinese, Lorena Quaranta, uccisa nella notte tra il 30 e il 31 marzo 2020 dall’ex fidanzato, Antonio De Pace. Una tragica quanto sconvolgente coincidenza di fatti, con molte drammatiche analogie.

 

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